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La convergenza sulle competenze nell’era della quarta rivoluzione industriale, della digitalizzazione della scuola e della sostenibilità

La convergenza sulle competenze nell’era della quarta rivoluzione industriale, della digitalizzazione della scuola e della sostenibilità

Scritto da Anna Rita Laurenzi per Meta

Nell’era dell’Industria 4.0 lo sviluppo delle competenze riveste un ruolo cruciale, ma non si può parlare solo di competenze digitali, bensì anche di competenze trasversali.  La quarta rivoluzione industriale conferma “l’uomo” al centro della fabbrica con competenze diverse e superiori a quelle attuali, unitamente ad un’esperienza formativa sul campo. Tuttavia, non è banale identificare le competenze di cui tutti noi, ed in particolare i nostri studenti, avremo bisogno per dare risposte alle grandi sfide generate dalla quarta rivoluzione industriale, perché dovremmo immaginare un mondo ed un lavoro che oggi non esiste, improntato sull’intelligenza artificiale.

La portata di questa rivoluzione industriale si sta già ripercuotendo nel nostro tessuto socio-culturale, ecco perché è più corretto parlare di Ecosistema 4.0 riprendendo il termine usato nell’articolo di G.Bruni della precedente edizione. Il nesso tra "Conoscenze, Abilità, Competenze" da oltre un decennio circola negli ambienti educativi e non solo. Oggi si parla di lavorare sulle abilità e sulla conoscenza da acquisire, una conoscenza trasversale che possa proiettare gli studenti di oggi, futuri cittadini e lavoratori di domani, in un mondo che ancora non esiste e rafforzarne la consapevolezza che loro stessi potranno contribuire a costruire questo mondo sospeso tra reale e virtuale.

Negli ultimi anni nell’ambito del sistema della scuola abbiamo assistito al passaggio da una didattica per obiettivi ad una didattica per competenze. La funzione specifica dell’educazione è quella di far evolvere le potenzialità di una persona in competenze.  Al fine di sviluppare e di migliorare le competenze digitali degli studenti e di rendere la tecnologia digitale uno strumento didattico di costruzione delle competenze in generale, il MIUR ha adottato nel 2015  il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD). Il Piano punta a introdurre le nuove tecnologie nelle scuole, a diffondere l’idea di apprendimento permanente (life-long learning) ed estendere il concetto di scuola dal luogo fisico a spazi di apprendimento virtuali.

L’obiettivo numero quattro per lo sviluppo sostenibile mira a fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e rappresenta un’opportunità di apprendimento per tutti. Esso consiste nell’investire nell’educazione/formazione di qualità come base per migliorare la vita delle persone, e quindi per contribuire allo sviluppo sostenibile. Solo attraverso l’accesso all’educazione da parte di tutta la popolazione è possibile garantire una crescita economica e sostenibile.

Sicuramente lo sviluppo delle competenze sul digitale rappresenta una delle conoscenze di base da acquisire non solo per stare al passo con i tempi e partire tutti dallo stesso punto di partenza ma per diventare parte attiva della quarta rivoluzione industriale. Gli studenti (e le famiglie raggiunte) dovranno essere utenti consapevoli di ambienti e strumenti digitali, ma anche produttori, creatori, progettisti che imparano ovunque, mentre il docente non avrà più il ruolo di insegnante quanto quello di coach. Ma non basta!

L’obiettivo sarà quindi sviluppare la consapevolezza negli studenti per disporre oggi delle basi sulle quali domani imposteranno il loro lavoro, ancora da scoprire. Ma quali basi? Sicuramente teoriche e pratiche, per far maturare in loro la curiosità, lo stimolo ad innovare e il gusto di imparare. Tutto questo perché per l’Industria 4.0 ci vuole più conoscenza!

L’orientamento informativo e formativo a scuola, così come l’alternanza scuola lavoro, dovranno essere ripensati per tener conto di questo mondo reale-virtuale che si sta delineando, per indirizzare le sfide future e mettere in condizione gli studenti di verificare e consolidare le proprie conoscenze in relazione alla preparazione richiesta per i diversi percorsi di formazione post-scolastica in ambito IT e non solo.

In tale scenario, il carattere internazionale di APCO, che fa della sostenibilità e della digitalizzazione, le nuove frontiere della consulenza di management, potrà giocare un ruolo chiave a fianco non solo dell’industria ma anche delle scuole. La figura del consulente di direzione giocherà un ruolo fondamentale per il sistema industriale ma anche per il sistema scolastico, nell’ambito dello sviluppo delle competenze trasversali e dell’orientamento.  L’associazione potrà porsi anche come strumento per un’alternanza scuola-lavoro “virtuale” grazie alle innovazioni tecnologiche e alla digitalizzazione, in cui i consulenti e gli studenti possono incontrarsi per un trasferimento di conoscenza virtuale.

Tuttavia è bene ricordare che le nuove tecnologie non possono e non devono sostituirsi ai libri né alle persone che le utilizzano e che esse sono uno strumento e non un fine.



 
 
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